Io non amo parlare di politica, sebbene visti i miei studi due parole in croce potrei pure dirle, però mi piace osservarne gli attori. La cosa spassosa sulla quale intendo oggi soffermarmi non sono i politici quanto tutti coloro i quali fino a ieri non erano minimamente interessati ai dibattiti politici, magari non si sentivano nemmeno "autorizzati" a mettere bocca su faccende che tutto sommato richiedono una minima preparazione giuridica, storica e politica, e che invece oggi sono un pot-pourrì di osservazioni, battutine e superiorità. Ebbene, miei cari amici di facebook, miei cari amici del mondo dello spettacolo, miei cari scrittori, artisti, e giullari nullafacenti, ma anche miei cari professionisti qualificati, ingegneri e dottori, miei cari tutti, voi mi avete illuminata. Perchè dopo aver passivamente notato il vostro improvviso e inaspettato interessamento sulle recenti vicissitudini politiche (un interessamento alquanto arrogante e supponente, tra l'altro), forse sono riuscita a dare un nome al fastidioso prurito che tutto ciò mi ha causato.
Se fino a un anno fa solo alcuni tra i miei amici commentavano, discutevano e cazzaravano di politica, recentemente TUTTE le persone che conosco hanno un'opinione, che tra l'altro è sempre la stessa.

Ed io devo subire e sopportare senza dire niente il fatto che, ad esempio, un'imbecille che scrive "un'altro" con l'apostrofo, ragiona per luoghi comuni, si è fatta tatuare il trucco in faccia (dico davvero, anzi d'avvero) e si veste come una Pamela Prati imbizzarrita, pubblichi sul proprio profilo frasette, cazzatine, foto ecc ecc contro il solito B. e che tutti i suoi amici Pameli approvino compiacendosi reciprocamente di essere così tristemente contro il sistema.

C'è poi un'altra categoria di persone, che chiameremo i Max Pezzali, che se prima erano soliti disquisire di musica e ridere di alcuni buffi spot degli anni '80, oggi si riempiono la bocca di locuzioni quali "Lodo Alfano" e "Libertà di espressione" senza coglierne, temo, la complessità storica, le diverse implicazioni, nè ahimè il significato.

Infine ci sono i Travagli, che da anni si interessano di politica e da anni commentano, pubblicano e discutono di ciò che è bene e male per il Paese, e sebbene queste persone siano spesso supinamente prostrate a qualche polverosa ideologia che i genitori non ebbero al tempo il coraggio di sostenere, tuttavia va riconosciuta la coerenza del loro interessamento.
Ebbene? In altre circostanze giudicherei positivo l'avvicinamento delle suddette categorie Pameli e Max Pezzali alla politica, ma le modalità e le espressioni con cui tale interessamento prende forma mi portano a conclusioni diverse. Penso infatti che tutto ciò abbia più a che fare con il vecchio caro bisogno di piacere e compiacere. Se nel soddisfare questo bisogno poi si passa pure per intelligenti, alternativi, spiritosi e contro il sistema, allora abbiamo tutti vinto alla lotteria. Una tale trasversalità della critica al sistema si era avuta solo sul finire degli anni '60 e poggiava su presupposti e contesti ben diversi da quelli di oggi. Quello della collettivizzazione e del fare gruppo è un presupposto rimasto invariato, ma a ciò si è aggiunta oggi la necessità di far mostra di sè che ci spinge, quando il sè è vuoto, a riempirlo con qualcosa. E la critica a B. è un qualcosone, è una cosa approvata da tutti, è una cosa sulla quale è facile ironizzare e passare per fantasiosi, è facile parlarne e passare per intelligenti, è facile contestualizzarla e passare per acculturati. Insomma, è un bel vestitino pronto all'uso, che calza facilmente a tutti, e che è sicurmante di moda, insomma criticare B. è molto pret-à-porter. Io prego che questo governo cada il prima possibile anche per godere dello spaesamento di queste persone.





