venerdì 9 ottobre 2009

POLITICA PRET-A-PORTER

Io non amo parlare di politica, sebbene visti i miei studi due parole in croce potrei pure dirle, però mi piace osservarne gli attori. La cosa spassosa sulla quale intendo oggi soffermarmi non sono i politici quanto tutti coloro i quali fino a ieri non erano minimamente interessati ai dibattiti politici, magari non si sentivano nemmeno "autorizzati" a mettere bocca su faccende che tutto sommato richiedono una minima preparazione giuridica, storica e politica, e che invece oggi sono un pot-pourrì di osservazioni, battutine e superiorità. Ebbene, miei cari amici di facebook, miei cari amici del mondo dello spettacolo, miei cari scrittori, artisti, e giullari nullafacenti, ma anche miei cari professionisti qualificati, ingegneri e dottori, miei cari tutti, voi mi avete illuminata. Perchè dopo aver passivamente notato il vostro improvviso e inaspettato interessamento sulle recenti vicissitudini politiche (un interessamento alquanto arrogante e supponente, tra l'altro), forse sono riuscita a dare un nome al fastidioso prurito che tutto ciò mi ha causato.

Se fino a un anno fa solo alcuni tra i miei amici commentavano, discutevano e cazzaravano di politica, recentemente TUTTE le persone che conosco hanno un'opinione, che tra l'altro è sempre la stessa.

Ed io devo subire e sopportare senza dire niente il fatto che, ad esempio, un'imbecille che scrive "un'altro" con l'apostrofo, ragiona per luoghi comuni, si è fatta tatuare il trucco in faccia (dico davvero, anzi d'avvero) e si veste come una Pamela Prati imbizzarrita, pubblichi sul proprio profilo frasette, cazzatine, foto ecc ecc contro il solito B. e che tutti i suoi amici Pameli approvino compiacendosi reciprocamente di essere così tristemente contro il sistema.


C'è poi un'altra categoria di persone, che chiameremo i Max Pezzali, che se prima erano soliti disquisire di musica e ridere di alcuni buffi spot degli anni '80, oggi si riempiono la bocca di locuzioni quali "Lodo Alfano" e "Libertà di espressione" senza coglierne, temo, la complessità storica, le diverse implicazioni, nè ahimè il significato.


Infine ci sono i Travagli, che da anni si interessano di politica e da anni commentano, pubblicano e discutono di ciò che è bene e male per il Paese, e sebbene queste persone siano spesso supinamente prostrate a qualche polverosa ideologia che i genitori non ebbero al tempo il coraggio di sostenere, tuttavia va riconosciuta la coerenza del loro interessamento.


Ebbene? In altre circostanze giudicherei positivo l'avvicinamento delle suddette categorie Pameli e Max Pezzali alla politica, ma le modalità e le espressioni con cui tale interessamento prende forma mi portano a conclusioni diverse. Penso infatti che tutto ciò abbia più a che fare con il vecchio caro bisogno di piacere e compiacere. Se nel soddisfare questo bisogno poi si passa pure per intelligenti, alternativi, spiritosi e contro il sistema, allora abbiamo tutti vinto alla lotteria. Una tale trasversalità della critica al sistema si era avuta solo sul finire degli anni '60 e poggiava su presupposti e contesti ben diversi da quelli di oggi. Quello della collettivizzazione e del fare gruppo è un presupposto rimasto invariato, ma a ciò si è aggiunta oggi la necessità di far mostra di sè che ci spinge, quando il sè è vuoto, a riempirlo con qualcosa. E la critica a B. è un qualcosone, è una cosa approvata da tutti, è una cosa sulla quale è facile ironizzare e passare per fantasiosi, è facile parlarne e passare per intelligenti, è facile contestualizzarla e passare per acculturati. Insomma, è un bel vestitino pronto all'uso, che calza facilmente a tutti, e che è sicurmante di moda, insomma criticare B. è molto pret-à-porter. Io prego che questo governo cada il prima possibile anche per godere dello spaesamento di queste persone.

sabato 18 aprile 2009

Teoria della gestione degli estremi


Io non sono una di quelle persone che non ha niente da fare. Nonostante ciò passo parte del mio tempo a ideare teorie interessantissime, di solito mentre cerco di addormentarmi. Tutte queste teorie poi me le dimentico, o cerco di inserirle in qualche conversazione se capita, ma tanto nessuno ascolta di solito (non credo che questo sia un male, trovo molto interessanti tutti i modi in cui le persone non ascoltano, prossima teoria). Una delle più recenti teorie da me ideate è quella degli ESTREMI.


Questo studio (hahaha) considera le diverse dinamiche di gestione di due ipotetici estremi, che non sono solo umorali, sono i due poli dai quali ognuno di noi trae... boh, se stesso. Il primo è il fulcro del vuoto, del no, della paura, della chiusura. Il secondo, banalmente, è il suo opposto, il sì, l'apertura, lo slancio.


Ho individuato tre modelli, ognuno dei quali rappresenta una dinamica di gestione di questi due poli: la livella, l'orologio a pendolo, il bastone della pioggia. Non li ho elencati in ordine casuale.


La livella:

quando la bollicina d'aria è al centro della livella, allora il piano su cui essa poggia è perfettamente orizzontale. La bollicina corteggia il centro della livella, magari non raggiungerà mai una posizione perfettamente centrale, ma farà avanti e indietro sempre vicinissima al centro.

La livella rappresenta efficacemente il modo più equilibrato di gestire le nostre polarità, indulgendo temporaneamente su piccoli squilibri ma cercando sempre di restare lì, al centro. Magari non riusciamo a beccare proprio il centro centro, ma ci aggiriamo da quelle parti insomma.



L'orologio a pendolo:


il pendolo oscilla regolarmente tra due estremi, passando sempre per il centro. In questo moto continuo c'è la certezza della regolarità, la certezza del passaggio nel centro.

L'orologio a pendolo rappresenta efficacemente un modo di gestire le polarità che indulge certamente in forti oscillazioni, ma sempre nella sicurezza che questi estremi compongono un equilibrio. Un momentaneo squilibrio in un senso, dà al pendolo la forza di muoversi verso l'estremo opposto, passando sempre per il centro.


Il bastone della pioggia:


è un tronco cavo, dalle estremità sigillate, con dentro pietruzze o semi. Chiaramente, fa rumore solo se lo si fa oscillare da una parte all'altra. Questo strumento trova il proprio senso nel non equilibrio. Rappresenta efficacemente quelle persone che si sentono vive solo se oscillano continuamente tra i due poli, l'equilibrio non ha senso perchè è silenzio, fermarsi sarebbe morire dato che fanno rumore, sentono e si sentono solo se fanno su e giù.



Il fatto che il primo sia uno strumento di costruzione, il secondo di misurazione e il terzo uno strumento musicale, parla da sè.





sabato 19 luglio 2008

Africa-New York sola andata


C'è tutta una classe sociale che a un certo punto deve andare a New York.


Si va lì all'apparente ventura, loro, capitani coraggiosi, in questo universo da esplorare. Poi certo volendo approfondire, lo zio abita lì da anni, la sorella ci lavora da quando è nata, ma questo non toglie niente al fascino della foresta vergine.


Certo, prima di andarci però, l'America era il male assoluto, il capitalismo, i poveri bambini della nike, Bush che fabbrica bombe per uccidere i rimanenti bambini che non sono stati sfruttati. Insomma tutta questa ideologia da collettivo studentesco del ginnasio, con un colpevole per ogni cosa. Che se si pensa al fatto che al giorno d'oggi l'adolescenza si conclude all'età di 35 anni, si capisce anche come mai l'ideologia del collettivo, anzi il "ginnasismo" venga assunto a paradigma universale. E fin qui nulla di nuovo. Il nuovo arriva quando, da un giorno all'altro, si scopre che New York fa parte di un'altra america, un'America fichissima, quella del cinema indipendente, quella della vecchia musica d'avanguardia (rimane d'avanguardia per sempre chiaramente), quella che ci farà sentire finalmente al centro del mondo, ovvero nel posto che ci spetta.


Io andrò a New York, insieme all'amore mio spero, come spero di poter passare lì una parte della mia vita a lavorare, ma in questa sede, se non fosse chiaro, indago non tanto sulle motivazioni che spingono ad attraversare l'Atlantico, quanto sulla coerenza.


Una coerenza che manca completamente a una certa fascia di persone che, loro malgrado, sguazzano nell'ipocrisia. A questo punto non posso che citare un episodio che rappresenta il baluardo, la più alta e raffinata espressione di questa ipocrisia: gli studenti di un liceo romano frequentato più che altro da figli di giornalisti e politici, nonchè da figli di genitori che avrebbero voluto diventare giornalisti e politici, donano un euro a testa per costruire una scuola in Africa. Bastano solo 3000 euro per costruire la scuola ai poveri bimbi africani, quindi la colletta serve allo scopo, la scuola si fa, evviva evviva. Gli studenti migliori andranno fino in Africa a conferma e dimostrazione del loro impegno, evviva evviva. Aspetta però, in questa scuola c'è anche la figlia del sindaco, che vorrebbe andare in Africa con tutta la classe che si fa? E va bene, si porta tutta la classe più gli altri studenti, una cinquantina di persone in tutto in un simbolico viaggio di solidarietà in Africa, per festeggiare l'ideona di aver raccolto 3000 euro per la scuola dei bambini africani (evviva evviva). Esperienza meravigliosa, racconteranno poi al telegiornale, con tutti questi poveri che scavavano nella spazzatura ma che adesso avranno una scuola grazie ai soldini raccolti dai generosi studenti. Siamo buoni, cazzo! Allora questo mondo si può cambiare!


Dov'è la contraddizione? mmm fammi pensare... chi ha pagato il viaggio in aereo Roma-Paesepoveroafricano a/r a 50 studenti compreso l'alloggio? il comune ovviamente. eh ma allora, se la scuola è costata 3000 euro, facendo un paio di conti, il volo in totale è venuto molto ma molto di più...quante scuole si potevano costruire con quei soldi? ma, cazzo, vuoi mettere la soddisfazione di 50 studenti del prestigioso liceo romano per aver visto così tante persone povere in una volta sola, pure intervistati dal telegiornale mentre davano da mangiare ai suddetti poveri!


Tanto per chiudere il discorso in maniera totalmente circolare, dato che la classe non è acqua, la già citata figlia del sindaco adesso vive a New York, vuole fare la regista, nel posto che le spetta: il centro del mondo, per l'appunto.

giovedì 4 ottobre 2007

MALEDETTI OCCHI DA CERBIATTA


Ma insomma, basta con queste ragazze dagli occhi da cerbiatta, che stanno lì in un angolo col sorriso timido, e aprono bocca solo per dire qualche cazzata banalissima che però, oh oh oh, sembra proprio una rivelazione alle orecchie di quei 4 down che ancora si lasciano affascinare da questi niente travestiti da ragazze. Io mi sono rotta le palle di queste cretine dalla mente lenta finte affascinanti. lo volete sapere cosa nascondono dietro ai loro giocondici sorrisi, i loro capelli lunghi e i loro occhi da quadrupede? lo volete sapere? il nulla! nascondono il nulla brutti down, e voi ancora lì a dire "certo, E. è proprio una brava ragazza", maddechè, è una morta di sonno. Però certo, è la ragazza ideale per voi ragazzi insicuri e isterici che necessitate di una ragazza-pubblico, o di una ragazza-cuscinettodellavostradepressione. Io mi sono rotta le palle di questi maschietti insicuri e isterici capito? mi sono rotta le palle!! Ma andatevene a quel paese voi e i vostri libri di ascanio celestini con dediche da V ginnasio. Cerbiatte del cazzo.

lunedì 3 settembre 2007

IN CIMA ALLA MONTAGNA


Ci sono questi due miei amici, maschio e femmina, che si sono lasciati da poco. Io sono rimasta amica di entrambi, e di conseguenza conosco le rispettive versioni della loro travagliata storia e i trovo spesso mio malgrado a fare da tramite. Io propendo più per la versione di lei, non solo per il legame affettivo che ci lega ma anche perchè trovo che sia più matura di lui, e che abbia una visione della situazione più completa. Questo mi riporta alla mia di relazione...anche io credo di avere una visione molto più completa del nostro rapporto, nel senso che credo di aver capito certe dinamiche tra di noi e verso terzi, che ho già visto e che riconosco facilmente. Lui è intelligente per carità, molto intelligente, però allo stesso tempo si lascia un po' trascinare e condizionare dal mondo che lo circonda, famigli, amici ecc. Diciamo che a volte agisce un po' per osmosi. Scout del cazzo! beh insomma, vorrei capire se si tratta di comuni differenze tra uomo e donna, o se magari io e la mia amica siamo incappate nei ragazzi sbagliati. Certo adesso tutti penseranno che pecco di presunzione, ma sono io la prima a chiedermi se tutti, anche il mio ragazzo, non credano di avere una visione più ampia della relazione rispetto al partner, e per visione più ampia intendo appunto la capacità di coglierne diversi lati riuscendo ad individuare dei meccanismi che magari a prima vista non sono evidenti. Insomma, ci sentiamo sempre tutti un gradino più in alto?e questo ci rende quindi tutti uguali? Probabilmente non lo saprò mai con certezza, ma mi piacerebbe a volte poter avere la sensazione di non dover stare all'erta, rilassarmi e fidarmi ciecamente del punto di vista degli altri. beh oddio...sai che palle dopo un po'!

sabato 1 settembre 2007

RAGAZZI MOLLI



S.: "ieri sono stato da H&M, ho comprato dei jeans fichissimi, neri e stretti in fondo, ma strettissimi proprio!"
Sì ho capito ma per prima cosa non sei uno dei franz ferdinand, sii uomo, per seconda cosa hai 23 anni e per terza cosa continuare a seguire questa moda dei pantaloni stretti e le basette lunghe non gioverà alla tua integrazione sociale. O forse sì? Probabilmente sì, purtroppo.

Basta con questi “ragazzi molli”, paradossalmente al liceo sembravano ancora dei futuri uomini, ma l’università non perdona, lì viene fuori tutto. E sono venuti fuori questi mezzi maschietti, tutti, ma tutti, che ragionano per chilometri percorsi, con la depressione che aspetta dietro l’angolo appena fanno una sosta. Mobilità, mobilità, identità basate sulla non identità, ovvero sul “non stesso”. Sarebbe certo più difficile riuscire a sentirsi vivi anche stando fermi. C’è il rischio di scomparire. Ragazzi molli, attaccati alle loro famiglie, alle loro madri, ma di nascosto.
gran cosa l'insonnia